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    Meteo, svolta da Martedì 28: in arrivo l'offensiva dei temporali con rischio grandine e raffiche di vento

    Meteo: addio tregua, da martedì 28 torna il maltempo

    L’anticiclone che ha garantito una parentesi di stabilità inizia a mostrare i primi segni di cedimento. A partire da martedì 28 aprile, il quadro meteorologico sull'Italia subirà un sensibile cambiamento a causa dell’abbassamento di pressione proveniente dal Nord Europa, che aprirà la strada a una vera e propria "sventagliata" di maltempo.

    Cosa accadrà da martedì 28? Il peggioramento colpirà inizialmente le regioni del Settentrione. Già dalle prime ore della giornata, le nubi si faranno più fitte sull'arco alpino, portando i primi piovaschi. Con il passare delle ore, l'instabilità si estenderà alle zone prealpine e, nel corso del pomeriggio, verso le alte pianure della Val Padana.

    I pericoli: Grandine e Vento Non si tratterà di piogge uniformi, ma di fenomeni a carattere temporalesco spesso localizzati ma di forte intensità. A causa dei contrasti termici tra l'aria più fresca in arrivo e il suolo riscaldato dal sole dei giorni precedenti, non si escludono insidiose grandinate e improvvise raffiche di vento (downburst) in corrispondenza dei nuclei temporaleschi più attivi.

    La tendenza per mercoledì 29 e giovedì 30 L'instabilità non si fermerà a martedì. Nella giornata di mercoledì 29, la pressione calerà ulteriormente: i temporali scivoleranno dalle Alpi verso la Pianura Padana e inizieranno a interessare anche il medio versante Adriatico durante la serata. Per giovedì 30, il maltempo si sposterà verso il Centro-Sud, colpendo in particolare l'Abruzzo, il Molise, la Puglia, la Basilicata e la Calabria, lasciando invece spazio a un parziale miglioramento al Nord, seppur in un contesto termico più frizzante.

    Consigli utili Data la natura imprevedibile dei temporali primaverili, si consiglia di monitorare costantemente i radar meteo e le allerte della Protezione Civile, specialmente se si prevedono attività all'aperto o spostamenti nelle aree più a rischio.

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